ult. agg. 2 giu 2026
Fra Serafino Razzi : <<mi partii a 19 maggio 1576 da Civita di PENNE con tre compagni da me chiesti alla volta di Vasto per tentare con l'aiuto divino di racconciarlo nello spirito e nel ben vivere cristiano, e promuovere il convento nostro detto dell'Annunciata a più perfetta osservanza>>..."il convento nostro detto la Nunziata, tiene un chiostro solo con una ottima cisterna. Un dormitorio di dieci celle, con una bella loggia, in vista della marina; ha un poco di orticello, cantina, refettorio, e cucina, ma non capitolo, né hospizio, né infermeria, né scuola, e sarà difficile il farci queste officine per la strettezza del luogo, essendo edificato su le mura della Terra, et accanto alla porta nuova che va al mare. Tre volte la settimana accattano i frati nostri il pane, cioè la domenica dopo le messe, il martedì et il giovedì; e basta per quei dieci frati che ci stanno, onde non si fa pane in convento; il quale non ha entrata di grano, ma solamente ne gli dà ciaschedun’anno la ill.ma signora Marchesa del Vasto, per lascito fatto dal gran Marchese del Vasto, il Signor Don Alfonso Davalos che diede questo luogo alla nostra Religione, un mezzo carro, che sono sei some, e si vende per sovvenir ad altri bisogni del convento.Il quale tiene alcune vigne, e ne raccoglie vino oltre al bisogno suo, e se ne vendono ogn’anno molte some. Di danari secchi, di pigioni di case, e d’altri lasciti tiene d’entrata circa cinquanta ducati l’anno. E la cassa dell’oblazioni, e messe suol fare due ducati al mese: l’un mese per l’altro, che saranno 24 scudi l’anno. La cerca del vino che si fa alla vendemmia per consuetudine antica suole arrivare a sessanta some di vino, e più o meno, secondo gli annuali, e secondo la qualità dei padri che ci stanzano. Onde questo presente anno 1576, essendosi riformato il convento per la Dio grazia, et augumentato il numero dei frati, speriamo che il nostro Signore farà altresì più aprire la mano donatrice a questi popoli, acciò si possa meglio adornar la chiesa, e provedere al convento di molte cose, necessarie al vivere osservante e regolare. Nel nostro arrivo pertanto a questa honoratissima Terra, fummo ricevuti amorevolmente da cinque padri soli che ci erano. E poscia dai primi della Terra fummo visitati, con offerirci, per loro cortesia, le cose proprie e loro stessi."
Elenco della Congrega al 1711
Bacchetta Alessandro, Barbarotta Giuseppe, Cardona Giuseppe, Cristini Felice,
Cristei Gioacchino, D’Adamo Giuseppe, Monacelli Francesco, Spatocco Giacinto,
Vallone Domenico,Vallone Stèfano, De Benedictis xx ,
Chinni Niccolò, … Crescenzo, Vintori …. .,Berardelli
Giuseppe,
1769 documento notarile
1769 [trascrizione e traduzione
approssimativa tramite IA]
cum insuper datus fuisset consensus Reverendissimo Domino Archidiacono
Civitatis Histonii cum Decreto auctoritate Reverendissimi Ordinarii illiusque
vicarii toties donato et quandoque opus sit renovato et exarato. Secus ad
Sanctum Angelum sub die 8a mensis junii [...] Et sic de dono ad hanc de qua
agitur donazione, fecerunt, fieri et mandaverunt etc. Pro quibus omnibus
observandis, et adimplendis obligaverunt eorum propria bona, et iura, mobilia
et immobilia presentia et futura. Ad forum, et ad poenam dupli, medietate
fischis [...] pro reliqua parti illis capiendi et exequendi pro quibus etc.
iuraverunt per Deum et sic tactis Scripturis Sacris.
In Dei Nomine Amen Die nona mensis Aprilis undecimae Indictionis
millesimo septingentesimo sexagesimo octavo, in Civitate Histonii et proprie in
domo conventus Dominarum monalium venerabilis et insignis Regalis monasterii
sub festum Dominici [...] Coram me Notario infrascripto personaliter Constituti
Dominus Alexander Romualdus Donatus de Philippis de [...] de Neapoli et frater Joseph
Scopa [...] Regius Mareschalchus et Januarius Palazzi [...] constituti pro
speciali habito vocati, atque rogati [...]..poiché inoltre era stato dato il
consenso dal Reverendissimo Signore Arcidiacono della Città del Vasto, con un decreto
emesso sotto l'autorità del reverendissimo Ordinario e del suo Vicario,
concesso tante volte e, quando necessario, rinnovato e redatto. Altrimenti
presso Sant'Angelo, nel giorno 8 del mese di giugno [...] E così, riguardo al
dono per questa donazione di cui si tratta, fecero, stabilirono e ordinarono
che fosse fatto, ecc. Per l'osservanza e l'adempimento di tutte queste cose,
vincolarono i propri beni e diritti, mobili e immobili, presenti e futuri.
Sottoponendosi al foro [competente] e alla pena del doppio, [da versarsi] per
metà al fisco [...] e per la restante parte da prendersi ed eseguirsi da parte
di coloro per i quali ecc. Giurarono per Dio, e così facendo toccarono le Sacre
Scritture."
[Seconda sezione - Protocollo dell'atto] "Nel
Nome di Dio, Amen. Il giorno nove del mese di aprile dell'undicesima
Indizione, anno 1768 , nella Città del Vasto e precisamente nella casa del
convento delle Signore monache del venerabile e insigne monastero Reale
sotto la festa di San Domenico [...] Davanti a me notaio infrascritto,
costituiti personalmente il Signor Alessandro Romualdo Donato de Philippis di
[...] di Napoli, e frate Giuseppe Scopa [...] Maresciallo Regio e
Gennaro Palazzi [...] costituiti per l'incarico speciale per cui sono stati
chiamati e richiesti..."
"Di tutte queste cose sopra compiute, i
suddetti Confratelli [...] richiesero [l'atto] [...] redatto nel luogo sopra
indicato, alla presenza dei benemeriti [testimoni]...
Dichiarano, ed asseriscono avanti di me, come dovendo li
Signori Confrati nell’obbligo venuto in tutte le feste, e specialmente nel
giorno di domenica, a tenere aperte, e dare l’adito al Divino officio della
Beata Vergine Maria ed ivi compiuto celebrare il Divino sacrificio della messa
per la devozione dei Fedeli. Per quantounque in tal mattina essendo l’ora
solita, e si è dato il segno colla campana, e fissato in edictis per li
stabiliti uffizi, e replicate volte si è veduto e provato con rigore di modo
che presso di Vincenzo Chinni E Saverio DI Rosa e altri due o tre
fratelli addetti alla congrega di averci di li a tre o quattro volte ad
ogni contrassegno delle porte di detta Chiesa, e dopo essere state replicate
anche a fischi, nonostante il sono replicato della campana, ciò non nonostante
non [h]anno curato di aprire le porte di detta Chiesa, e con questo impedire
non solo a tutti la recita di divino officio, ma anche ai fedeli ad ascoltare
la Santa Messa, e perché simile attentato merita un condigno castigo, e
pubblicamente ne protestano non una ma molte volte farà necessario contro li
detti confrati, diritto di giudice perciò ne fanno presente istanza di far
battere …, e così. [ bozza bozza bozza AI]
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Elenco dei Domenicani presenti in Vasto 1809 all'atto della soppressione (n°18 elementi circa)
Angelozzi Donato Giuseppe, Bassi Angiolo Vincenzo, Cantalamessa Vincenzo,
Delle Carceri Giacomo Tomaso, Cardona Onofrio Vincenzo,Caroselli Pasquale
Raimondo,
Di Manes Filippo, Gigli Antonio Domenico, Lattanzio Eustachio Vincenzo,
Marchesani Cesareo Giacinto (rettore della chiesa) vedi foto sotto mand
Marcone Silvano mand, Moccia Dalmazio mand,
Paolini Vincenzo, Petaccia Giustino, Giuseppe laico mand, De Ritis Maurizio
Angelo?,
Sammartino Filippo Domenico, Scotti Domenico Saverio ,
Simona Francesco laico mand , Spaventa Filippo Vincenzo , Di Sabato Nicola,
Scigliani Giambattista mand ,
( mand= hanno ottenuto mandato pensione 1809 o 1810)
rifiuto 1810
prosegue
TRASCRIZIONE :1810 Vasto lì diecinove agosto. Nella sala decurionale convocato il decurionato, precedendo
invito fattogli ieri in iscritto, ed il suono della campana, dall’attuale sig.Sindaco si è
fatta la seguente proposta:
Signori decurioni, il sig. Cesareo Marchesani, Rettore della Chiesa del soppresso Convento
dei Domenicani di questa città mi ha rimostrato, che non può tenere aperta detta chiesa per comodo della popolazione, e giuste le savie determinazioni del governo, perché il priore della Cappella del Rosario sig. Nicola Iecco si rifiuta di somministrare come faceasi per lo
passato, agli stessi monaci, l’olio per la lampada del Sacramento, cera, prospetti
di Sacri, ed ogni altra prestazione solita di limosina specialmente nei giorni
addetti per la celebrazione delle messe, assegnata (?), e recita del s. Rosario,
per cui resta inabilitato a fare le solite funzioni con pubblico rincrescimento.
All’oggetto ha chiesto farsi il rapporto al sig. intendente della Provincia,
onde disponga il convenevole. Io prima di ciò fare ho stimato, signori, farvela presente per sentire le vostre analoghe deliberazioni.
Il decurionato, udita e considerata tale proposta; ha osservato, che non deve
questa chiesa rimanere così deservita
che sia condannevole il procedere
del menzionato priore Iecco in
rifiutarsi a tali giuste, e solite prestazioni, e che gli abitanti di quel rione giustamente se ne dolgono, perciò il decurionato di concorde sentimento
ha risoluto, e conchiuso, che è molto necessario, che la mentovata chiesa stia
aperta, e servita, come prima, non solamente pel culto, ma ancora pel commodo della popolazione,
e che il sig. Cesareo Marchesani rettore della medesima ne faccia rimostranza
per le analoghe disposizioni al sig. intendente della Provincia, rimittendogli
copia della presente decurionale risoluzione.
E così è stato risoluto, e conchiuso.
Nicola M? Cieri , Nicola Pietrocola decurione, Giacinto Bucci decurione
Fogianico ? Tambelli decurione, Nicola Pisarri decurione, Carlo Viti decurione
Antonio Laccetti, Domenico De Luca decurione, Carlo De Nardis decurione,
Domenico Miscione decurione, Vincenzo Cardone decurione, Pietro Anto Trivelli Decurione, Liborio de Benedictis Decurione, Vincenzo Rossetti Decurione,
Vincenzo
Codagnone decurione, Luigi Vassetta decurione segretario
causa istruita 17xx , decisioni del 1811 prime 3 pagine
In nome
della laical Congrega dell'Annunziata di Vasto Aimone mi s'rappresentò la intrusione
di religiosi Domenicani in esso pio luogo, la spurga di sacri arredi, e di vari
altri abusi, e pregiudizi. Rimettendone al gov.re locale il ricorso
gl'incaricai di farne sentir la contenenza a' d.ti religiosi, e intimar loro,
che fra giorni dieci allegassero in questa delegaz.ne dello S. E. ciò che ad
essi occorresse su le cose rappresentate per potersi da me col debito
accertam.to dar le convenienti provid.ze. Ciò con mia lett.a de' 13. d. d. s.
eseguita a 22., siccome quel gov.re me ne riscontra. Non essendo alcuno comparso
in nome di religiosi prefati, rimetto alla S. V. Ill.ma copia di ricorso
accennato, affinché si servano interregarli, e me ne facciano relazione.
Intanto ingiungeranno a detti religiosi di restituire con le debite cautele
alla congrega predetta quegli arredi, che verificheranno ad essa appartenere, e
che non introducano nella chiesa della congrega cadaveri di altri cittadini
senza il consenso della congrega medesima, e che si astengano d'impedire i
fratelli nell'esercizio delle funzioni prescritte nelle regole corroborate da
leggi approvate. Inoltre faranno sentire al governatore locale ed a tutti
coloro a' quali sia d'uopo, circa il rendimento di conti osservar si debbano le
dette regole roborate da leggi approvate giusta la lor forma, e tenore, senza
alterazione, e novità in contrario. Dal palazzo di Vasto il dì 21 di settembre
1811
Die nona
mensis aprilis 1811 Vasto. Per hanc regiam curiam audita in consilio ipsa
presenti visitationis epistola Domini Delegati Visitationis regni Neapolitani
fuit dictum quod exequatur iuxta sui seriem, continentiam et tenorem, pro cuius
executione fiat diligentia auditis partibus, et commissum per illustrissimum et
excellentissimum Dominum Caesarem Bonavella servitorem huius Regiae Curiae, qui
vocatis partibus, diligentias petitas conficiat; et interim expediatur ordo
magnifico iustitiario Vasti servata forma dictae epistolae, et rationibus
quibus in annessis factis ordinibus inserendum. Bonavella. Moriello. Simonetti.
Alberto De Augustinis regius cancellarius.
[segue traduzione approssimativa tramite IA]
Il
giorno nove del mese di aprile 1811, Vasto. Da parte di questa regia corte,
udita in consiglio la presente lettera di visita del signor delegato alla
visita del Regno di Napoli, è stato stabilito che sia eseguita secondo la sua
successione, il contenuto e il tenore; per la sua esecuzione si proceda con
diligenza, udite le parti, e ciò è stato affidato dall'illustrissimo ed
eccellentissimo signor Cesare Bonavella, servitore di questa regia corte, il
quale, chiamate le parti, compia le diligenze richieste; e nel frattempo sia
inviato l'ordine al magnifico giustiziere di Vasto, osservata la forma della
detta lettera e le motivazioni da inserire negli ordini allegati. Bonavella.
Moriello. Simonetti. Alberto De Augustinis, regio cancelliereRendite documentate da Buonanotte
e da Ripa de Ciechi attuale zona Leclerche
Di seguito alcune indicazioni tratte da documenti di Penne sull'organizzazione domenicana abruzzese
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Come curiosità, sono venuti fuori dall'archivio di Chieti un frate nato a Vasto, però Agostiniano di famiglia Tambelli intercettato a Chieti 1850 morto a 76 anni
e una monaca di famiglia Santoillio in Chieti
to be continued