sabato 28 ottobre 2023
lunedì 24 ottobre 2022
mercoledì 7 settembre 2022
Segreti svelati
il "nostro" Palazzo Genova Rulli, incredibilmente svela nuovi segreti a chi gli vuole bene.
Oggi abbiamo casualmente scoperto altre due cose:
- una nota (A.D.1905 e segg.) sugli allora "preziosi" contenitori in vetro accantonati nel magazzino della sacrestia della Chiesa s.Filomena (area nativa convento dei Domenicani) incredibilmente netta e leggibile
- e un disegno/intarsio (?) presente sul piccolo tabernacolo originario (Domenicani), mai notato finora
domenica 31 luglio 2022
domenica 10 luglio 2022
articoli giornalistici inediti su Vasto e vastesi anni 1915 -25
sabato 30 aprile 2022
sabato 12 febbraio 2022
John Mariani, un orgoglio per la città: approfondimento d'archivio
ultimo agg. 29 gen 2025
Complimenti ! Scoperto un altro Mariani famoso con radici vastesi.Questo ultimo è vivente , autore di oltre 15 libri, ed è un vero esperto di culinaria e vini!!. Egli aveva suscitato già il nostro interesse, ma avendo scarse informazioni (ora rinforzate dal nome del bisnonno) non eravamo riusciti a collegarlo con certezza al ramo Mariani Bros.
(Se non ne siete al corrente, iniziate da qui https://vvfcongedo.blogspot.com/2018/09/fratelli-mariani.html ,seguite i link interni, in 3 puntate)
qui si parla di John Mariani: https://en.wikipedia.org/wiki/John_F._Mariani
Egli in due articoli sulla prestigiosa rivista Forbes (in inglese) parla con ammirazione delle sue radici in Vasto: https://www.forbes.com/sites/johnmariani/2025/01/27/vasto-an-old-town-in-italys-abruzzo-is-now-a-gem-on-the-adriatic-sea/
A integrazione e approfondimento dell'ottimo materiale già pubblicato, abbiamo percorso a ritroso la storia, e i nostri polverosi archivi hanno ora evidenziato che:
Questo ramo dei Mariani è “ meno noto” di quello già ben percorso dei Mariani Bros. (diciamo sono cugini almeno in terzo grado, ma molto legati affettivamente al ramo "Mariani Bros." (come la gran parte degli emigrati vastesi). Essi sono tutti insediati intorno a via Pàmpani a Vasto. Sono una stirpe, prima di fabbri, meccanici, poi benestanti e amministratori di beni altrui, (un fabbro è citato anche nel libro Ricordi di Ciccarone). Carlo prima fabbro, poi commerciante di grano ,vino generi di monopolio, ecc. in via Pàmpani, ebbe diversi figli tra cui quel MichelArcangelo,( bisnonno di John) poi Francescopaolo, orologiaio; Nicola famoso agronomo e redattore di testi su stime agrarie( cfr. foto sotto), Anna che ebbe come testimone di nascita Nicola Monacelli a prima riprova del legame coi Mariani-Monacelli a noi noti, e Fortunato Mariani marito di Maria Giovine proprietari in via Supportico a Vasto (con figli Umberto, Maria classe 1889, Alfonso) di professione amministratore di Antonio Cantone/Castelli di Carunchio e tesoriere di enti locali, assicuratore per la Riunione Adriatica. Molti di costoro ebbero quantomeno la curiosità di un’esperienza in Usa -ad es. il fratello di Ermete (vedi oltre) di nome Giuseppe, sebbene professore di disegno, pittore e consigliere comunale , non più giovane decide per gli USA , un Oreste Mariani (n.b. classe 1896) omonimo parente (di 20 anni più giovane) di uno dei due famosi americani "Mariani Bros" , egli è il figlio del quarantenne ingegner Nicola Mariani, che sempre provenendo da Vasto, verrà attratto da New York il 27-set-1913. Anche quest’ultimo, avrà primo domicilio presso lo zio del ricco Oreste americano, cioè presso l'ing. agronomo, ma lì di professione contabile Paul Monacelli (aka Paolino) e giornalista polemico, mentre un altro zio di Paul, cioè Francesco Monacelli da Vasto faceva da agente per l'immigrazione attraverso l'azienda vastese "Anchor Line" che è tutto un programma! .
Di quest' Oreste più giovane sappiamo che , svolse effettivamente servizio di leva in USA. Morirà
a 50 anni per polmonite a Vasto il 12 agosto 1948 dopo aver lavorato come tipografo in Usa Pennysilvania. Suo fratello è l’ing. meccanico Pietro Mariani, stimato professore che ci ha donato l'impegno su molte opere
pubbliche della città di Vasto https://www.vastospa.it/html/personaggi/fr_mariani_pietro.htm
Altri personaggi noti sono l’orafo Ermete Mariani passato alla storia per una medaglia su Vasto , che è il fratello di Giuseppe il professore di disegno e consigliere comunale , emigrato con alcuni nipoti in USA .
prof. Remo Petrocelli
mercoledì 3 novembre 2021
Un vastese gabbamondo, Patricello
ult . agg. 23 set 2023
dell' ass. Vigili del fuoco in congedo del vastese
La storia vastese è ricca di personaggi, i quali grazie alle loro abilità intellettuali hanno raggiunto la notorietà. Tra i tanti, citiamo Rossetti, Mattioli e Palizzi.
Non da meno, si sono fatti largo e carriera altri , che hanno impiegato le loro abilità intellettuali in modo non proprio lecito, come il caso che qui vogliamo raccontare. Vale a dire persone che vantando doti personali, approfittavano dello stato di necessità altrui millantando soluzione ai loro problemi. E trovavano purtroppo terreno fertile grazie alla credulità popolare e alla scarsa istruzione.
Una doverosa premessa questa per raccontare la storia di un certo Zio Paolo detto Patricello - forse sconosciuto ai più - che, da metà ‘800 al 1926, esercitava con grande successo “l’arte del fattucchiere” a Vasto. Egli dimorava in contrada San Nicola, dove alla chetichella, schiere di clienti si affollavano sia da Vasto che dai paesi limitrofi , speranzosi di aver risolti i loro problemi.
Gli affari gli andavano molto bene, finché un giorno un maresciallo dei Carabinieri, raccogliendo le confidenze di un suo sottoposto, sofferente per pene d’amore e per essere stato derubato di 100 lire per una pozione magica dimostratasi inefficace, decise di svolgere indagini.
Si scoprì così, con molta fatica, a causa dei clienti timorosi di ritorsioni magiche, che l’attività era molto fiorente, che il mago somministrava polverine nere da spargere sui vestiti di poveri malcapitati, al fine di volgere il fato a favore dei suoi clienti.
Il maresciallo fece analizzare la pozione magica e si evidenziò trattarsi di semplice zolfo.
Finché in tarda età, mezzo sordo, di ritorno col treno da una causa in un paese vicino, fu cattivo indovino di se stesso, venne investito dal treno.
Ampi dettagli della sua storia sui tre articoli che pubblichiamo tratti da “Il Vastese d’Oltre Oceano” e da “La Tribuna”.
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giovedì 7 ottobre 2021
Altre scoperte!
ultimo agg. 11 set 2023
Antefatto:
uno di noi ha trovato questo strano sasso regolare presso punta Aderci,
lo abbiamo subito comunicato alla Sovrintendenza che infine lo ha visionato e certificato
essere una palla di cannoncino dell'anno 1400 circa, (è in pietra, peso attuale 1.7kg circa) e quindi l'ha catalogato come di interesse archeologico.
Per chi volesse osservare il reperto da vicino, per adesso è ancora presso di noi.
Ad maiora.
Com. (r) Antonio Ottaviano
giovedì 12 agosto 2021
Analisi su rinominazione largo Belvedere Romani
tratto da pro loco Vasto ( Diritti RISERVATI agli autori)
giovedì 12 agosto 2021
A PROPOSITO DELLA INTITOLAZIONE DI UN LUOGO
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| (Francesco Romani) |
A PROPOSITO DELLA INTITOLAZIONE DI UN LUOGO
di Luigi Murolo
E’ semplice dir male delle cose che si fanno come è semplice dir male di quelle che non si fanno. Di fatti, non è questo il senso del presente intervento. Per quanto mi riguarda, voglio semplicemente porre l’attenzione su di una vicenda che ho avuto occasione di leggere sugli organi di informazione cittadini. Parlo dell’intitolazione del Belvedere Romani a Silvio Petroro.
Parlo, ad esempio, di un eventuale visitatore del luogo che avrebbe il piacere di conoscere dalla targa notizie minime sul personaggio ricordato: almeno data di nascita e morte. Ma niente (provvedo io: 1930-2009). Nemmeno una rapida notiziola sulla motivazione del tipo: «ambasciatore dell’emigrazione vastese» o qualcosa di simile. Insomma, che cosa resta? Un nome, soltanto un nome, di cui si presuppone che tutti sappiano chi sia. Quasi a dire che tutti – dico tutti – siano tenuti a sapere chi fossero – tanto per fare qualche esempio – Ettore Janni, F. Ritucci Chinni, Luigi Anelli, Mario Molino, ecc. –. Una pessima abitudine che dura da sempre. Tanto per sottolineare qualche aspetto, la denominazione di strade ottocentesche come Buzio, Eloidia, Sestia, Nirico ecc. di cui, oggi, nessuno sa più nulla. E poi, che cosa dire di una via Umile di fronte all’ingresso dello Stadio? Che se non ci fosse una targa commemorativa nei giardini di piazza Rossetti (e lo si deve sapere!) rimarrebbe una denominazione sconosciuta. Ch’io sappia (salvo errori), l’unico personaggio che fortunatamente sfugge a questa assurda regola locale è lo scrittore italo-americano Pietro Di Donato.
Ecco allora il punto: Silvio Petroro. Il nome di un personaggio della vita sociale del Novecento che, nella toponomastica cittadina, viene sovrapposto ad un altro esistente, sostituendolo? E in base a quale criterio? Perché ha realizzato un Monumento all’emigrante allocato in quell’area? Se vale questa regola perché non intitolare piazza Del Popolo a Giuseppe Spataro perché colà esiste un suo busto? E perché non intitolare a Roberto Bontempo il tratto di lungomare a Scaramurza per il Monumento alla Bagnante? E poi, perché non dedicare al grande filantropo Carlo Della Penna via Madonna dell’Asilo per il fatto di aver finanziato, nel suo asilo per l’infanzia donato alla città, il pannello bronzeo dal titolo Il trionfo del lavoro?
Insomma, un brutto precedente quello creato con l’intitolazione del Belvedere Romani a Silvio Petroro. Non certo per quest’ultimo, che merita il riconoscimento di una strada dedicata al suo nome. Ma perché ciò avviene in sostituzione di un altro nome. Che è quello di un grandissimo filantropo del XIX secolo, medico di risonanza internazionale, promotore delle cure omeopatiche nel Regno delle Due Sicilie: parlo di Francesco Romani (1785-1852). Il quale, tra l’altro, risulta essere il più antico scrittore in dialetto vastese. Il suo sonetto, Sciaraballёine, è pubblicato da Luigi Marchesani nella Storia di Vasto (p.17). Ma in che cosa consiste la donazione del Romani? E’ sufficiente leggere il chirografo di notar Giovanni Conte datato 18 novembre 1852 conservato presso l’Archivio di Stato di Napoli. Tra l’altro risulta pubblicato dai suoi amici in un opuscolo di 78 pagine conservato nell’attuale Polo Bibliotecario di Vasto. Quasi non bastasse, lo stesso opuscolo è disponibile sul Web e può essere tranquillamente scaricato. In ogni caso, i punti 1, 10, 11, 12 del rogito notarile sono pubblicati in un mio volumetto dal titolo Cosa strana e nuova. Istruzione tecnica e territorio: un caso abruzzese tra Otto e Novecento, Vasto, Il Torcoliere, 2002, pp. 30-31. Il testo è disponibile per la consultazione gratuita presso la biblioteca dell’Agenzia per la Promozione Culturale (chiusa purtroppo) oppure presso la Biblioteca vastese allestita presso la Libreria in via Cavour.
Ma già mi sento dire: guarda! queste cose noi le conoscevamo. Ciò che noi abbiamo fatto non è la sostituzione di un nome. Ma l’apposizione di un nuovo nome perché non esiste alcuna targa toponomastica ufficiale con l’intitolazione Belvedere Romani. Ma come aggiungo io: non avete provato a scandagliare l’Archivio Storico Comunale di Vasto? Sappiamo che è chiuso e ignoriamo se e quando riaprirà. Ma voi dell’Amministrazione Comunale di Vasto avreste potuto chiedere l’autorizzazione alla stessa Amministrazione Comunale di Vasto per procedere alla ricerca di una simile notizia, rivolgendovi magari all’archivista oggi in pensione. Avreste sicuramente trovato la delibera comunale con cui la città intitolava quell’area a Romani. Presenterò la fotocopia della delibera in una conferenza stampa che devo ancora fissare e volendo, se avrò l’autorizzazione, provvederò a far visionare agli interessati il faldone con l’originale. Sarà mia premura consegnare al Prefetto copia del documento. Ma se poi vogliamo dirla tutta, esiste la prova delle prove nella mappa catastale del 1870 conservata presso l’Archivio di Stato di Chieti. Come tutti sanno il Catasto vale per l’individuazione ufficiale della proprietà privata (e per l’individuazione delle particelle, la denominazione delle strade è fondamentale). E lì con bei caratteri, spicca la denominazione Belvedere Romani.
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| (Foto n. 1 - Cartolina di Vasto con riproduzione della mappa urbana del 1870) |
Ma la cosa più straordinaria è un’altra. Nessuno ha mai pensato che la delibera di sostituzione è stata redatta con una presenza ingombrante fuori dalle stanze del governo della città. Un busto marmoreo con l’indicazione di un nome particolare fatto realizzare proprio dalle amministrazioni decurionali durante il periodo preunitario. Sapete qual è il nome del personaggio effigiato? Presto detto: Francesco Romani.
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| (Foto n. 2 - Vasto, Palazzo di Città: busto marmoreo di Francesco Romani) |
Ora io non so chi abbia proceduto alla sostituzione nominale dell’area. E nemmeno mi importa saperlo. Aggiungo: avrà sbagliato in buona fede. Va bene così. A me interessa solo correggere un errore madornale e restituire l’originaria denominazione al luogo. Se poi si vuole intitolare la sola piazzola del Monumento all’Emigrante a Silvio Petroro nessun problema. Ciò che conta è che il Parco ritorni ad avere una e una sola denominazione: Belvedere Romani.
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| [Foto n. 3 - Cartolina di Vasto (1902)] |
Foto:
N. 1 - Cartolina di Vasto con riproduzione della mappa urbana del 1870;
N. 2 - Vasto, Palazzo di Città: busto marmoreo di Francesco Romani;
N. 3 - Cartolina di Vasto (1902).
Pubblicato da Mercurio Saraceni
agaggiungiano un link sulle celebrazioni della morte con tutti i discorsi dei notabili locali
a
martedì 6 luglio 2021
giovedì 24 giugno 2021
Mariani bros terza puntata
Contributo dI Giacomo De Crecchio di Lanciano. aggiornamento 24 mar 2023.
questa è la terza puntata della storia che comincia da qui https://vvfcongedo.blogspot.com/2018/09/fratelli-mariani.html
Il giornalista Giacomo De Crecchio di Lanciano ci porta altro materiale inedito attraverso la sue collezioni e intuizioni: (da fb). Egli ci dice ...
<<Stamattina, alla buon’ora, dando una scorsa alla prima cartella che mi è capitata sotto mano, mi sono soffermato su una delle prime carte, ed ecco cosa ne è venuto fuori.
§ 1 – Nel corpo della fattura
Pasquale Russo, specialità in armi di propria fabbrica in Corso Garibaldi alla Ferrovia n. 371, vende al Signor Ernesto (Mariani ?) per Vasto Aimone (Chieti), con fattura compilata a Napoli il 6 ottobre 1894, un revolver Smitt (sic) Wesson c(alibro) 320, garantito (da Pasquale Russo).
Ma, vale per un mese!
§ 2 – Gli appunti, aggiunti in calce alla stessa
Signor Giuseppe Morales, Genova per Novi Ligure
… tuo collega di sotto le armi e compagno di viaggio dal Brasile a Genova.
Tanti (saluti) distinti alla famiglia tua intera e mi firmo.
Ernesto.
Scriverai al signor Ernesto Mariani, Vasto.
§ 3 – La minuta di questa lettera, scritta a matita sul verso della fattura
Caro Peppe, io, come sai, feci un ottimo viaggio col vaporetto fino a Napoli, sempre con un mare tranquillo, ed arrivai in paese in buon arnese.Spero che anche te avrai fatto buon viaggio fino a Novi, ed avrai incontrato le tue figlie in ottima salute ed invogliate a venire in America.Caro Peppino, come ti dissi che non volevo tornare in America mai più, ma adesso appena assoderò certi miei interessi sono deciso a ritornare con un capitale per mettere su qualche miglionetto, che con l’aiuto di qualche persona pratica di quei paesi possa così andare avanti, ed in questa ricorrenza mi sono rammentato delle tue proposte sul vapore Rosario, e le credo oneste e sincere. Perciò ti scrivo la presente, alfine sapere quando hai deciso partire, il giorno, il mese, con quale vapore partirai da Genova, il tuo paese di residenza nel Brasile e la provincia, perché se farò in tempo ad assodare alcuni interessi per il giorno della tua partenza, allora faremo il viaggio insieme e condurrò con me anche un mio fratello di 16 anni, ma desidero incontrare l’approvazione tua se lui potrà incontrare occupazione colà. Aspetterò al più presto tua risposta; accetta una mia stretta di mano.>>
§4 – Un gruppo della famiglia Mariani, originaria di Lanciano, si sposta a Rocca San Giovanni e Vasto Aimone. Poi… qualcuno prende il volo verso l’America!
Alessandro Mariani nel 1843 ha 32 anni, è notaio e vive nel quartiere di Lanciano vecchio insieme alla moglie Maddalena de Arcangelis di 22 anni.
Dei loro due figli, il primogenito Liborio – il fratello sarà registrato come Giuseppe Giusto – che era nato nel 1841 e morirà nel 1915, si trasferirà e resterà segretario comunale a Rocca San Giovanni.
Dalla moglie Anna De Fabritis, nacquero Nicoletta, Carlo, Leonilde, Pietro, Nicola ed anche Ernesto.
È proprio lui che, prima di recarsi nuovamente a New York, acquista la pistola Smith & Wesson.
Intanto lo zio Giuseppe (Lanciano, 1843 – Vasto, 1898), invece, si era trasferito a Vasto ed in prime nozze aveva sposato Filomena Monacelli; dapprima, volontario nell’amministrazione della Pubblica Sicurezza era stato destinato presso la Sottoprefettura del Circondario di Lanciano, dal 1870 ebbe la nomina di Ricevitore del Lotto.
La coppia ebbe otto figli: Francescopaolo (morto pochi giorni dalla nascita), Francescopaolo nato nel 1868, Ettore (morto a quattro anni), Irene, Ettore, Nicoletta, Oreste ed Umberto; tra questi, Oreste che era nato nel 1877, emigrato negli Stati Uniti, a New York, nel 1903 aveva sposato Filomena Mecca di Avigliano.
– varie fotografie rendono l’idea di quale sia stata la sua “avventura americana” di Oreste
Diversamente, gli affari non andarono bene per il cugino Ernesto che nel 1927, quando in America imperversava il proibizionismo, subì il sequestro di vini e liquori per un quarto di milioni di dollari
.
. Altre notizie sulla stirpe dei Mariani di Vasto
https://vvfcongedo.blogspot.com/2022/02/john-mariani-un-orgoglio-per-la-citta.html,
A completamento ,vedi anche la storia del Cascioli: un altro vastese che lavora come dipendente dei Mariani. https://vvfcongedo.blogspot.com/2019/10/nicholas-cascioli-un-artista-vastese.html
mercoledì 16 giugno 2021
A META' 700 I CIFFOLILLI da FORLI' DEL SANNIO giunsero a VILLA DE NARDIS
ultimo agg. 19 giu 2026
REMO PETROCELLI (Ass. Vigili del Fuoco in Congedo del vastese) RICOSTRUISCE UN'IMPORTANTE PAGINA DELLA NOSTRA STORIA LOCALE:
Sprazzi di storia inediti e relative considerazioni su contrada Villa de Nardis in Vasto
Un documento, la testimonianza giurata giunta a noi dal 1806, ci fornisce uno spunto di approfondimento su di un area di Vasto che meriterebbe più attenzione , mi riferisco cioè a contrada Villa de Nardis, (anticamente detta solo contrada Villa) poco considerata dagli storici, ma popolata da operosi e geniali lavoratori pentri (appellati da Orazio come "abili contadini"), quindi importante dal punto di vista dell’economia vastese.
Il punto di partenza dell’approfondimento è la individuazione di alcuni toponimi. Per chiarezza dividerò l’area e la strada de Nardis in due segmenti: il primo, che parte dall'intersezione con via Incoronata chiamato tuttora Vallone di Cenere, (che a quanto pare, fu molto ricco d’acqua o quanto meno molto profondo, se le carte del 1820 lo chiamavano Vallonone sic!) corrispondente ora a fosso Lebba cioè l’attuale pista ciclabile)
fig.1 Mappa redatta dell’ agrimensore Liborio Suriani. foto cortesia Paolo Calvano VastoArchivio , circa anno 1820 .Nota: la mappa va ruotata di 90 gradi, per renderla coerente alla carta I.G.M. successiva
La seconda area, solo citata nei documenti, già dal Marchesani come Fonte della Villa [de Nardis], (da non confondere con Fonte de Nardis di Vasto Marina).
Questa denominazione con sorgente, Fonte della Villa, è attualmente scomparsa dalle carte topografiche ufficiali (I.G.M. ecc.) , ma la rilocalizzerò attraverso ragionamento e indizi, nella zona più alta, orograficamente parlando, cioè verso lo sbocco della strada Villa de Nardis nel lato SUD , cioè. in prossimità della chiesa di s. Lorenzo.
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| Fig.2. Carta I.G.M. moderna (l'area di cui parleremo è delimitata all’incirca dal poligono verde) |
L’area complessiva di per sè , era molto boscosa, come si evince anche dalla mappa d’epoca dell’ing.Dau, fig.3 ed è stata dopo il 1750,
Fig 3. stralcio carta redatta dall’ingegner Dau
ed è stata parzialmente oggetto di eredità/dote della figlia del sindaco di Vasto dott. Bucci. Maria Cesaria Bucci, che
sposerà il sindaco di Forlì del Sannio (in carica per ben 17 anni). Trattasi più precisamente del dott. [in legge] Mariano
Tonti. La notizia, era riportata solo lacunosamente, ma utilmente dall’Anelli. cfr. fig. 4
Fig.4
fig5
Lo storico Anelli infatti in un suo libricino accenna alla coorte di famiglie di contadini immigrati da Forlì del Sannio [intorno all’anno 1750] a scopo dissodamento, trasformazione e coltivazione dell’ area Villa de Nardis, (e di cuì possiamo affermare , dalle cui fatiche godiamo ora i frutti, testimoniate quanto meno dai secolari ulivi della zona).
fig.6
il 16 feb1800 il Francesco Ciffolillo o Ciffolilli alias Forlese (sic!) possedeva e vendeva un appezzamento in contrada Cipranneto confinante col mulino di Vasto a Ignazio Vicoli
fig.7 atto 16 feb 1800 cessione Ciffolilli Francesco a Ignazio Vicoli
fig.8 proprietà Ciffolilli Francesco al 1818
Anelli, purtroppo, tralascia un qualsiasi riferimento ai cognomi, a qualche stirpe, dei seppur umili contadini. Per fortuna almeno uno è giunto a noi dalla sola narrazione orale. Si tratta sicuramente dei “Ciffolilli”, o meglio a Forlì erano i Cifolelli. Dei Ciffolilli di Forlì, il primo individuo di cui finora abbiamo avuto notizie scritte, è tal Francesco Ciffolilli forlese non illetterato, (sposato con una Panzini). Su di lui ci risulteranno inizialmente un terreno acquistato in contrada Cipranneto nel 1813, un appalto per il mulino di Vasto e un incarico comunale per sistemare le strade limitrofe).
(visura catastale vedi sopra fig.8 )
E' questo ramo familiare, insieme a rami di altre famiglie di suoi compaesani, che saranno qui individuati genericamente come " i Firlesi" . L’area vastese insediata, verrà immortalata anche in qualche carta comunale come “contrada dei Firlesi” . L’Anelli ci disvela anche un particolare inedito e rilevante. Questi forestieri portavano con loro una speciale, e particolare abilità veterinaria ( fig.9).
A conferma della narrazione orale, e del cognome prevalente, possiamo però finalmente oggi portare alcuni indizi inequivocabili.
In una nota del libro sul sindaco Muzi (di Spadaccini p.142) , riportante un carteggio comunale di Vasto, c’è un elenco di professionisti vastesi del 1859. Qui un Ciffolilli Tommaso ancora esercitava come maniscalco di buoi e dai riscontri, è insediato in Vallone di Cenere.
A ulteriore conferma della “valentìa dei Firlesi” possiamo dedurre che la loro fama sia rimasta inalterata almeno fino al 1908, “a sfidare la scienza!", visto un documento fig. 9 in cui un empirico Ciffolilli veniva addirittura multato per professione veterinaria abusiva!
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| Fig.9 Il dott. Nicola D'Adamo era il veterinario di Vasto |
Con certezza, almeno i Ciffolilli, insediatisi da noi con successo, ci hanno regalato ben tre toponimi sulle carte I.G.M. (due tra Villa de Nardis / s. Lorenzo e una addirittura a Petacciato marina) e si sono imparentati con praticamente tutti i confinanti storici dell’area Villa, p. es. i Caramanico, i Pascucci, i Del Borrello, Sce, Bosco, Suriani, Di Chiacchio, Torino, Bruno, ecc. ecc. allargando poi i loro orizzonti in S.Salvo, Cupello, Monteodorisio (qui molti hanno la variante Ciffolillo) e Petacciato (ad es. in contrada colle Calcioni).
Ora ,un nuovo documento reperito fortunosamente,
aggiunge alla coorte migratoria da Forlì, anche le famiglie Angelone, che si insedieranno nella stessa area, ma più a Sud.
Tale Angelo Angelone, ci fornisce anche lui indirettamente diverse interessanti notizie:
nel 1806 egli si dichiara garzone di Giuseppe Tambelli [senior] da ben 34 anni, di venire da Forlì e di risiedere nella masseria Tambelli in area SELVA DELL’ABATE!! (altro toponimo scomparso !!). Qui il mistero si infittisce! Chissà di quale abate si parla! Ha forse qualcosa a che fare coi templari insediatisi nell’anno 1250 in zona s. Lorenzo? https://noivastesi.blogspot.com/2014/09/storici-confronto-ecco-le-tracce-dei.html)
Ancora, più in avanti nello stesso documento, l’Angelone dichiara di essere in area Fonte della Villa [de Nardis]..
Ora, incrociando le carte sui “boschi di Sellotto e Crivella” disegnate dall’agrimensore Dell’Arciprete nel 1807, facenti parte del cabreo Tambelli (fonte: archivio storico comunale di Vasto), e dai testi storici più noti , la famiglia Tambelli ricostruisce a proprie spese la chiesetta diruta di San Lorenzo nel 1786 (vedi asterisco azzurro in basso sulla carta I.G.M. fig.2) e la loro tenuta si trova a confine con la chiesetta!
Tutto ciò sembra sufficiente alla collocazione di fonte della Villa come limitrofa alla chiesetta antica di san Lorenzo, comunque sicuramente nella parte SUD di via villa de Nardis.
fig.11
fig. 12
La fonte della Villa deve quindi appartenere alla stessa vena di abbondanti acque che alimentano fonte Fico ecc. e tutte le altre sorgenti in zona s.Lorenzo già note allo storico Marchesani https://noivastesi.blogspot.com/2015/04/e-se-fonte-fico-ci-fosse-veramente-un.html?m=0
fig.12L’ultima sorpresa venuta fuori dagli approfondimenti, è che il luccicante casino d’Avalos di s. Lorenzo, fig.13, che sappiamo, dai testi, ricco di vetri specchi ecc. ed essere circondato da selve, boschi ecc. distante meno di 300 metri dalla masseria Tambelli, ne copia la tipologia costruttiva, in modo fortemente somigliante! Su questa singolare coincidenza e su qualsiasi ulteriore notizia e suggestione siamo aperti alle intuizioni del lettore.
fig. 13 casino s.Lorenzo
----P.S. Nota riguardo il toponimo "Cenere " :
A mio giudizio trovo calzante la seguente spegazione tratta da Silvia Scorrano in l'Abruzzo terra di pastori :
<I toponimi Cotte (Montorio al Vomano), Le Incotte (Pizzoferrato e Filetto), L’Arsiccia (Roveto,
Civitella Roveto), Mozzoni (L’Aquila; nella variante Masseria Mozzoni a Sant’Egidio alla Vibrata) e
Cavate (Introdacqua, Sulmona, Casalbordino; nella variante Le Cavate a Manoppello) testimonia-
no l’uso del fuoco per ottenere terreni da destinare all’agricoltura. >
Auspichiamo che in futuro si svelino ulteriori elementi da aggiungere alla storia di Villa De Nardis, su cui a tutt'oggi è stato scritto poco o nulla. A tal proposito ben vengano i contributi di altri lettori.
Remo Petrocelli
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